REAL TIME REAL SOUND - QUELLO CHE ASCOLTO MINUTO PER MINUTO-

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venerdì 9 marzo 2007

Tarassaco



Due città che non conosco mi sembrano sempre collegate da una linea diritta, ma forse mi sbaglio!
Ero in auto: da un "pappo" cominciano a liberarsi dei semi. Frutti/semi volano in tutte le direzioni, si sostengono grazie alla loro struttura, passano davanti ai miei occhi entrano nel naso si ancorano sugli abiti.
Sono stanco! .... Ma per arrivare da qui a lì quanto tempo ci vuole?... la nebbia .. strano da queste parti non l'avrei mai immaginato.
I Sufi (?) ... la Gestalt (?).... boh! ... perchè parla così tanto?... L'Ennea..coso, Ennea...chè? (secondo me è un po matto!). Apro uno scudo, anzi, l'ombrello bucato della mia logica... muovo obiezioni... ma non ne so molto. Ok, ci sono, attivo il mio risponditore automatico, risponde lui per me... con considerazioni neutre che mi consentono un ascolto a basso regime.... [ io nel frattempo mi dedico alla nebbia: il gioco degli aloni dei pali della luce nella nebbia,il volume regolare delle case di un paese di collina nella nebbia, ... la nebbia nella nebbia .. etc. etc.]. Ma da qui a lì quanto manca ancora?


- RELOAD -

Come ero finito sulla strada da qui a lì da lì a là?


Una ossessione credo, tenace, mi trascina lungo un piano inclinato. Curiosamente scivolo in salita, lontano da me. Mi preoccupo, soffro di vertigini, mi tremano le gambe anche quando salgo sulle impalcature degli edifici. L'ossessione risiede nelle viscere ed ovviamente nel cuore. Non riesco a farla risalire più su della gola che si strozza. Se riuscissi a portarla più su fino alla testa forse riuscirei a sopprimerla. Sordo a tutti i miei bisogni, indifferente a molto di quello che mi circonda mi perdo anche il buono, che c'è, in quello che vivo. Sono una preda facile di questa ossessione famelica bestiale che divora tutto.
Ho bisogno di morire e rinascere ma dove sono le risorse per farlo? Non so dove cercarle! ... Dentro di me certo!.. ma dove?


Come ero finito sulla strada da lì a la o da qui a lì?


La massa di questa ossessione coincide con la mia inerzia? ... L'inerzia corrisponde comunque ad un moto? .. Inerzia meccanicametafisicopsichica? ...boh?..
Se dico: "agisco per inerzia", voglio dire che seguo un moto non guidato, non da me almeno, inconsapevole. Dove vado se seguo una traettoria che non controllo e non vedo? Due punti due luoghi due città sono veramente collegate da linee diritte oppure semplifico troppo i percorsi? Se non controllo questo, se non lo vedo, è ovvio che mi schianto contro quello che capita a tiro. La botta forte, poi, mi frastorna e mi rende schiavo delle mie ossessioni. Ho bisogno di essere "reindirizzato" da solo non riesco a farlo.... datemi una sponda. Si una sponda con un urto morbido ma potente: "possa io arrivare su una strada da qui a ... non so dove, una strada con cartelli di segnalazione delle uscite prossime e quelle perse, di dossi e curve pericolose. Non ho strumenti non ho airbag guido gurdando indietro, spesso, o di lato, guardando cose inutili".


Come ero finito da la a la?


Alcuni eventi, cose accadute per caso, incontri fortuiti o non del tutto tali, mi sembrano elementi di un progetto ordinato! Segnali d'emergenza: attenzione lavori in corso, mezzi in manovra ... ma allora non sono solo c'è altra gente qui... se solo ogni tanto guardassi avanti!
Semi e/o frutti di tarassaco, ancora qui persi nell'auto, all'imbocco per la via per lì, mi pare non svolazzano più inutili... mi sa che non dovrò spazzolarli via dopo.
Hanno preso un forma precisa.
Ho scoperto, poi, che questa scissione è frutto di una mia manovra di "autodistrazione", forse, si chiama: "deflessione" ed è un mio meccanismo di difesa. Dirottavo da me!
Il mio scudo invisibile era collassato. Non più fuori da me, ma dentro di me questi semi avevano assunto un forma circolare con tante linee dentro... un segnale? un obbligo di svolta? puo essere! anzi direi di più: uno strumento.

4 commenti:

Fabrizio ha detto...

La linea che unisce due città...da qui a là...da dove parto e dove arrivo...
E' poi così importante?
Non è meglio godersi il viaggio? il paesaggio?
Troppo occupato a modificarlo il paesaggio ma attento a non cambiarlo troppo, a restaurarlo filologicamente.

Ripercorro al contrario la strada: da Là a Qui:
Il paesaggio cambia notevolmente. Si parte dl forte impatto della Grande Industria che tutto schiaccia sotto i suoi mostri enormi e fumanti. Il paradosso è che subito dopo c'è una distesa di agrumi profumati, verdissimi punteggiati di arancio.
Il paesaggio comincia a salire un pò, circondato da distese di vite.
Si scavalcano le colline ammantatate di fargette e qui e
la qualche casa di campagna, qualche vacca.
Ed ora la grande pianura coperta per ogni dove di ulivi verde/argento, a perdita d'occhio, mortificati da potature utili all'uomo. Bellissimi i pochi lasciati liberi di diventare monumenti alla Terra.

La strada scorre diritta, poche curve, lambisce poche città che non si vedono neanche, alcune solo sullo sfondo.
Ecco ora la strada curva a sinistra e punta decisamente verso Qui. Ancora un cambiamento di paesaggio. Innanzi tutto spariscono gli alberi, tutti, all'improvviso.
Sostituiti da una pianura piatta completamente coperta di grano. Bellissima.
Pochi chilometri e il paesaggio si muove, la strada comincia a serpeggiare tra basse colline, anche queste coperte di grano. Il bello di questo tratto è che cambia con le stagioni: variamente verde d'inverno, contro il cielo grigio plumbeo; giallo oro in primavera, quando il grano matura e si piega al vento e le onde di luce e colore quasi danno il mal di mare; poi nere, quando i contadini bruciano le stoppie, proprio come accadeva millenni fa, per pulire i campi e coltivarli - bisogna morire per rinascere, proprio come la Fenice che nasce dalle sue ceneri - ancora, come in estate piena quando diventano marroni della terra nuda e ben arata pronta alla semina.
Ricordo una notte d'estate, passando da qui, nel buio quasi totale per l'assenza dell'uomo e di case e di paesi, c'erano solo fuochi sfilacciati che aumentavano il calore della nottte e la riempivano di odore forte.
Bellissimo e saturnino...quasi infernale paesaggio.

La strada ora si arrampica e va verso le montagne. I paesi ora aumentano, anzi, si parcellizzano. Il paesaggio si riempie di piccole case un pò ovunque che mai ti aspetteresti in mezzo ai monti. Di notte vedi lampadine ovunque tra le curve e i su e giù della strada
montana.
L'anno scorso, gennaio, un pomeriggio, un velo di neve imbianchiva il paesaggio e lo appiattiva un po', dietro
una curva in discesa all'improvviso davanti a me le enormi pale eoliche come enormi mostri donchisciotteschi, con uno strano fascino!

Dopo infinite curve e saliscendi, alla fine, dientro la discesa più ripida e la curva più rapida un'altra pianura improvvisa, piatta, senza vegetazione quasi, qui l'uomo è ovunque. A sinistra la strana e inquetante sagoma della Trista Montagna. Qui la strada è una fucilata, dritta al centro di Qui....

La meta è importante....ma perchè perdersi il viaggio e tutto quel che c'è intorno?

xerxes ha detto...

"La meta è importante....ma perchè perdersi il viaggio e tutto quel che c'è intorno?".... Quando vado da un posto all'altro quello che ricordo sempre con più piacere o, comunque, con molta intensità è il viaggio, appunto... ma forse non è meramente di questo che entrambi abbiamo parlato... Voglio dire che capisco l'invito che è nelle tue parole, non lo sottovaluto!... Ma nel mio caso ho la sensazione che quello che c'è intorno mi ha fatto perdere di vista le mete... ammesso di averne mai avuto di coscienti.Corro il rischio che se vedo una girandola donchisciottesca io diventi quella girandola e guardo la campagna e le colline dal suo punto di vista osservo me stesso passare sotto e ci restituiamo uno sguardo di reciproca superficiale meraviglia. Sono qui e sono lì disperso..

Anonimo ha detto...

poichè il tempo non esiste, anche lo spazio non esiste; dal tetto al suolo, quello è un tragitto certo che puoi programmare; sei fortunato a poter fare questo per mestiere (più o meno); non mi farei fuorviare da questo impeto costruttivo anche nella vita.
Caro mio, goditi il paesaggio e guarda nel profondo degli occhi di chi ti sta di fronte; le mete si spostano, anche se le hai trovate prima sulla cartina;

ennea...che? ho fatto il test e so adesso a che tipo appartengo; tu ? sono abbatanza presuntuoso da sapere quali sono i miei peggiori difetti e, si, qui sopra (nel globo) sto ancora lavorando su me stesso; ma, please, non mettiamo pseudoscienze in campo ... !!

stai felice e sorridi

Paolo

xerxes ha detto...

Dear Anonimo Paolo non è la zia Sally che risponde... Pseudochè? anche io l'ho pensato! ma non è così!
...Il test che hai fatto e quello che hai letto dopo possono essere fuorvianti... ma vale la pena approfondire ci sono lavori, molto interessanti, che hanno coniugato questo sapere, sicuramente di origini antiche, con le teorie psicoanalitiche scientificamente ed occidentalmente determinate.
L'importante è che queste letture capitino nel momento opportuno. Per me si tratta di una cosa importante.Per il momento non sto costruendo nulla. Sto solo osservando quello che è al di qua della punta del naso. Quando ho avuto modo di trovarmi di fronte ad una espressione chiara degli elementi della struttura del mio carattere, dei miei meccanismi automatici, delle mie psicodinamiche esistenziali: come mi comporto in una relazione, nei rapporti quotidiani, come si sviluppa la mia attenzione etc. ho avuto la sensazione che qualcuno avesse osservato la mia vita fino a quel momento e mi restituiva una sintesi chiara di stati d'animo che io stesso avevo vissuto e che mi piombavano addosso in quel momento uno dietro l'altro. La commozione è stata forte non riuscivo a trattenere le lacrime. Qualcuno mi aveva detto: "bisogna imparare ad avere compassione di se" finalmente comiciavo ad intuire cosa volesse dirmi. E'come se mi avessero spiegato quale è la mia visione del mondo, cosa osservare e soprattutto verso quale obiettivi indirizzare i comportamenti nevrotici della mia personalità. Non è una cosa da trasccurare avere l'opportunità di conoscere quali sono le proprie preoccupazioni mentali e quali le emozioni corrispndenti come si esprime la propria sessualità, come strutturiamo la vita sociale etc. Se si tratta di un metodo oppure uno strumento che posso definire scientificamente determinato, privo di errori o ingenuità... questo non lo so!
Se scientifico è ciò che può essere sperimentato allora lo è.. questa sperimatazione la fai sul terreno della tua coscienza... io dico di si