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giovedì 3 maggio 2007

senza domani [?]



Il desiderio scuote Jeanne spingendola a cercare un amore folle fuori dal matrimonio. Si fa un amante, Raoul, ma anche questo rapporto, in fondo, è vuoto e banale.

Poi compare per caso Bernard, fanno l'amore, entrano in macchina e partono verso l'ignoto tagliando i ponti col passato.

Trae spunto da un racconto libertino della fine del XVIII secolo: "senza domani" il film di Louis Malle Les Amants. Un dvd che da tempo avevo accatastato insieme ad altri ... per la serie prima o poi lo vedrò.

L'ho guardato consultando molto spesso il display per vedere quanto mancasse alla fine, quindi, presumibilmente mi annoiavo.

Jeanne mi è sembrata una che cerca di dimenticare se stessa e si fa trascinare supinamente dagli altri.
Ha la fortuna di vivere un colpo di fulmine, una notte d'amore, in un parco con Bernard, apparso per caso nella sua vita. Al mattino non si separano. Guardando il film io sento che il momento migliore per loro due è già parte del passato.
Alla luce dell'alba, quando sono già in macchina per andare lontano, lui invoca la notte, lei gli chiede in lacrime se è felice. Dura poco la felicità in un film come nella vita. La loro vita sembra potersi reggere solo se resta fedele al ricordo di quella notte, alimentandosene. L'avvenire è all'altezza del presente? ... è all'altezza del passato?... quello non conta pìu però è già andato.

Bernard libera i pesci catturati dalle nasse di Henri, nella notte, simbolicamente. Bernard libera da una prigione, ma il futuro fa paura, Jeanne non riesce a guardare nello specchietto retrovisore dell'auto il passato che lascia dietro di se. Sembra dubitare di se stessa anche nella bella scena al bar quando si volta verso lo specchio per riconoscere una nuova versione di se, forse romanticamente collegata al ricordo di un sogno notturno, combatte, o forse, accoglie il realismo del mattino.

Insomma in questo personaggio di Jeanne ho visto alcune cose di me che non mi piacciono, prima fra tutte l'idea che lega la felicità all'amore, poi la paura per il futuro, lo scontro tra il desiderio di cambiamento e la rassicurante tranquillità di quello che hai.

Il film ha un "lieto fine", ma a me sgomenta l'ignoto ... dove vanno con una duecavalli? Non rimpiangerà nulla Jeanne?

L'amore sembra una cosa troppo debole... due corpi che si incontrano e scambiano forse solo delle personali fantasie di salvezza.

2 commenti:

Fabrizio ha detto...

Troppo passato caro Xerxe...troppo passato...si cammina guardando avanti, non voltando la testa indietro.
Saranno felici loro due? il futuro sarà all'altezza del passato?
Sono domande senza senso: nessuno sa il futuro, nessuno può indovinarlo.
Di certo, di certissimo, di fortissimamente certo c'è il fatto che il futuro possiamo in qualche misura determinarlo.
Sta a noi far si che sia diverso dal passato...diverso...e basta...senza giudizio di valore...

PS invece delle forbici, magari in cantiere recuperi una tronchese per i tondini di ferro dei pilastri...

Fabrizio ha detto...

e poi...se anche non ci fosse più una notte come quella...che notte...val l apena aver vissuto anche per una sola notte!