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mercoledì 9 maggio 2007

tazebao

.... Per interesse o curiosità...




Ci sono molte emozioni che incosciamete guidano la mia mente e le mie azioni. Emozioni che forse condivido con miliardi di persone: rabbia, paura, ansia, dipendenza da cose e persone, gelosia, malinconia..... etc. Queste emozioni trovano terreno fertile nella mia mente, ognuna trova il terreno e le condizioni "climatiche" più idonee a proliferare e togliere padronanza e controllo cosciente alle mie azioni. Hanno un motore ed un meccanismo tale che si azionano automaticamente, mi sembra, in un primo momento di poterle solo subire... non poterci fare nulla. Tutto avviene meccanicamente come, direi, per la maggior parte di noi tutti. Quando una di queste emozioni si impadronisce di me la mia mente trova tutte le giustificazioni necessarie per sostenerla. Una di queste emozioni, è più devastante di altre per me ed è: la dipendenza da una persona. Quando ( cioè quasi sempre) questa emozione viene a galla, prende le redini della mia mente e mi sottrae tanta energia. E' questa emozione, però, il motore che mi ha spinto a cercare e trovare, grazie ad una serie di circostanze fortuite, strumenti che potrebbero essere idonei, (tutto dipende da me), ad arrivare ad un risveglio, ad una reale presa di coscienza di me. Quindi una emozione negativa può diventare, paradossalmente, indispensabile alla mia trasformazione, riconoscendola immediatamente come tale (cioè negativa) potrei cercare di determinare un nuovo mondo mentale. Devo ricordarmi di me quando succede, non far prendere il sopravvento a quello che in fondo è un meccanismo automaticamente innescato da una emozione che viene in prima fila e guida le mie azioni al posto mio.

IO QUI ORA



26 maggio ore 19.30
INTRA MOENIA
piazza Bellini

5 commenti:

Anonimo ha detto...

E se invece ti rivolgessi ad uno psicoIatra? ;-)
Oppure stare da solo! :-b

Anonimo ha detto...

Io penso che l'importante è essere sempre presenti a se stessi. Solo così puoi riconoscere il sopraggiungere dell'emozione che nient'altro vuole che travolgerti come un macigno. Solo così potrai essere in grado di capire quale parte di te sta reagendo e perché; ed il negativo all'improvviso non è piu' il nemico palesatosi all'improvviso per farti piangere,
ma l'occasione che aspettavi per aprire gli occhi davanti ad un qualcosa che ti ostini a non voler vedere. Quindi tutto serve, ma il nostro ego paranoico ci fa comportare come il bimbo che fa i capricci perché vuole la caramella. Dovremmo, penso, imparare a renderci conto che niente e nessuno può schiavizzarci. Non possiamo dipendere da nessuno e da niente se vogliamo veramente "crescere". La vita è troppo, terribilmente breve e la "dipendenza" è un lusso troppo caro....altrimenti soccombiamo a noi stessi.
Un abbraccio

Enzo

xerxes ha detto...

:-) bentornato enzo!

Fabrizio ha detto...

Stare da solo...prendere confidenza con te stesso...se propriod evi dipendereda qualcuno...dipendi ta TE!

PS un pò di confusione tra i termini Emozione, Sentimento e tutto il resto...magari cominciare da una discriminazione semantica può aiutare...

bacio sulla patatina!

MaxQ ha detto...

Denti stretti, e pensare che è semplicemente una malattia che passerà. Perchè passa. Funzionale a qualche cosa. Non lottarci, o diventa ancora più forte. Non provare a spiegarla.
Quando sarà il momento, andrà via da sola.

PS: Il max del primo commento non ero io.
we, chi sei, usurpatore di nickname?
Guarda che io ti sparo un colpo di lupara...:=)